Didattica

Per prepararsi a scendere sott’acqua è necessario un percorso graduale che vede prima il raggiungimento di diversi obbiettivi.

Ho incontrato il primo bimbo SMA  quasi dieci anni fa. Il mio intervento non episodico, non temporaneo ma costante durante tutto l’anno, è stato da subito mirato alla pluralità di obiettivi che ho ritenuto fissare per aiutarlo a convivere con la malattia. Già, a convivere meglio! L’acqua come strumento di lavoro, di gioco, di svago, di terapia,  di sogno. All’inizio portarlo sott’acqua poteva sembrare fuori da ogni logica, per la grossa difficoltà di deglutizione che si manifesta per la malattia, ma con i tempi estremamente rispettosi  dei suoi, il mondo subacqueo è diventato davvero il sogno! Un sogno che poi ha lasciato sempre più il posto alla consapevolezza di utilizzare le apnee per una costante ginnastica respiratoria molto più efficace di quella terrestre e sicuramente più naturale e divertente. Oggi con Leonardo, stesso punto di SMA, anche se più forte, i risultati sono stati identici. La mia idea, attraverso l’attuazione di I SWIM SMA, è quella di testare scientificamente gli effetti di un intervento che, se intuitivamente corretto, ha comunque la certezza empirica di  migliorare la qualità della vita ai piccoli e alle loro famiglie.  queste le parole di Sonia Bonari, docente di Scienze Motorie e Sportive a Grosseto, Direttrice del Progetto e titolare della "Didattica Bonari"